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La Calcolosi Urinaria

Indice
La Calcolosi Urinaria
Cura e prevenzione dei calcoli urinari
Anatomia del rene e delle vie urinarie
La diagnosi di calcolosi renale
La colica renale (“il dolore”)
Che cosa è il “doppio J”
La litotrissia extracorporea (ESWL):
Litotrissia ureterale endoscopica (URS):
Litotrissia percutanea renale (PNL):
Dieta per la litiasi urinaria
Tutte le pagine

PREFAZIONE
L’argomento di questo opuscolo informativo riguarda la calcolosi urinaria, una malattia che definirei sociale che colpisce ambo i sessi durante il corso della vita. Ho cercato in poche e spero semplici parole di riassumere questa complessa patologia in modo da sensibilizzare le persone che ne sono affette e quindi collaborare con il medico per affrontare nel miglior modo possibile l’iter per la diagnosi e la terapia.

Che cosa e' un calcolo
Il calcolo è una massa dura che si sviluppa da cristalli che, dalle urine “sovrasature “, si separano e crescono a formarlo già all’interno dei tubuli renali (strutture intrarenali).
Normalmente nelle urine si concentrano una quantità di sostanze chimiche che partecipano alla formazione dei cristalli (in termini tecnici queste sostanze vengono chiamate: promotrici), contrastate da altre sostanze chimiche, che inibiscono la precipitazione dei cristalli delle sostanze promotrici (inibitrici). E’ il gioco tra inibitori e promotori che impedisce in condizioni normali, cioè in soggetti normali, la formazione dei calcoli renali, anche in condizioni critiche.
La formazione di calcoli è lo stesso processo chimico che comporta la precipitazione dello zucchero nella tazzina di caffè oppure quando si forma il sale nelle saline: se la sostanza contenuta nelle urine è più concentrata del normale, rischia di precipitare. Questo non avviene nei soggetti sani perché nelle urine ci sono delle sostanze che contrastano in maniera efficace la cristallizzazione.
I calcoli renali possono essere costituiti da varie componenti chimiche , singole o in combinazione. La maggior parte dei calcoli, nel mondo occidentale, è costituita da ossalato di calcio, seguita, sempre con maggior frequenza in questi ultimi anni, dai calcoli di acido urico, poi costantemente da quelli fosfato di calcio.
Capitolo a parte meritano i calcoli generati dalle infezioni delle vie urinarie, provocati da batteri che per mezzo di reazioni chimiche con i sali disciolti nelle urine.
I calcoli di cistina, che spesso si manifestano fin dall’infanzia in pazienti portatori di una condizione patologica ereditaria definita cistinuria, spesso causano calcolosi complesse e voluminose difficili da trattare. Per tale motivo a volte sono richiesti approcci terapeutici diversificati.
Per ragioni ambientali e genetiche la nefrolitiasi è andata aumentando nei paesi occidentali negli ultimi 20 anni. Una volta che un soggetto ha avuto due calcoli renali, anche senza coliche, e senza espulsione, è più facile che ne sviluppi altri in seguito.



Cura e prevenzione dei calcoli urinari

La terapia dei calcoli urinari è diversa a seconda della sede del calcolo, delle sue dimensioni, della sua presunta composizione e degli effetti determinati dal calcolo sull'apparato urinario. Un calcolo non curato con il tempo aumenta di dimensioni, può causare infezioni urinarie e danni talvolta irreparabili ai reni (l’insorgenza di insufficienza renale cronica di grado lieve-moderato ha una frequenza del 20%).
Gli strumenti che abbiamo attualmente a disposizione per curare i calcoli urinari, a parte la terapia medica che può giovare in alcuni tipi di calcolosi, sono tutti caratterizzati da una minima invasività, ed hanno pressoché soppiantato le tradizionali tecniche chirurgiche.


 

Clicca per IngrandireAnatomia del rene e delle vie urinarie
Il rene è l’organo del corpo che filtra il sangue depurandolo; il risultato è la produzione di urina, la quale poi passa attraverso varie strutture per essere eliminata (“vie escretrici”). Le vie escretrici (calici, pelvi, uretere, vescica, uretra) si trovano in parte nel rene ed in parte fuori. E’ un perfetto sistema idraulico con un serbatoio (“la vescica”) che ogni tanto viene svuotato.


La diagnosi di calcolosi renale

Oltre alla sintomatologia caratterizzata principalmente dal dolore tipo colica, il primo sintomo può essere dato da una infezione delle vie urinarie o ematuria. Queste ultime due evenienze si presentano principalmente nel bambino.
Dopo un sospetto di calcolosi è opportuno eseguire degli esami:
ESAME DEL SANGUE: per valutare la funzionalità renale e l’eventuale stato infettivo.
ESAME DELLE URINE E URINOCOLTURA: per vedere eventuali cristalli, sangue, infezione.
ECOGRAFIA RENALE: esame non invasivo che per mezzo di ultrasuoni permette di individuare calcoli e se c’è una dilatazione delle vie urinarie.
RADIOGRAFIA DELL’APPARATO URINARIO: ci permette di vedere calcoli che contengono calcio (quelli di cistina e di acido urico sono quasi invisibili).
UROGRAFIA: permette uno studio accurato della forma delle vie escretrici e della posizione del calcolo (anche se non visibile alla radiografia). Viene eseguito attraverso l’introduzione nelle vene di un mezzo di contrasto che viene escreto dal rene.
STUDIO METABOLICO NELLE URINE delle 24 ore per valutare l’esistenza di cause favorenti la calcolosi.
SCINTIGRAFIA RENALE: se c’è un sospetto di danno renale. Viene eseguita mediante l’introduzione di sostanze radiomarcate nel sangue le quali vengono eliminate dal rene dando, così, informazioni sul suo funzionamento.
Una volta avute informazioni certe di calcolosi l’urologo valuterà la migliore terapia per la risoluzione del problema.

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La colica renale (“il dolore”)

La sintomatologia dolorosa associata alla presenza di un calcolo nell’apparato urinario e detta “colica renale”. Si ha per una distensione improvvisa del rene (idronefrosi) causata da un da un accumulo di urine al suo interno in quanto le normali vie di eliminazione delle urine stesse sono occupate da un calcolo.
Il dolore inizia nella regione lombare e spesso, se il calcolo si muove nell’uretere, si associa a dolore al fianco, all’inguine ed ai genitali.
In presenza di colica renale la prima cosa da fare è alleviare il dolore (terapia medica), poi capire la localizzazione e le dimensioni del calcolo (esami diagnostici), ed infine rimuovere il calcolo (terapia endoscopica-chirurgica).

 

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Che cosa è il “doppio J”

E’ un tubicino, flessibile con due riccioli alle estremità, che lo mantengono fermo dopo il suo posizionamento. La sua funzione è quella di permettere il passaggio delle urine anche in presenza di un calcolo e quindi evitare la sofferenza renale ed il dolore per il paziente. Spesso dopo il posizionamento del doppio J vi può essere lo stimolo frequente ad urinare ed un po’ di sangue nelle urine che scompare dopo qualche giorno.

 



La litotrissia extracorporea (ESWL):

E’ una tecnica che permette la frantumazione del calcolo utilizzando un apparecchio che genera delle onde d’urto (piccoli terremoti). Tutto avviene dall’esterno del paziente. Una volta visualizzato il calcolo, attraverso una ecografia o una radiografia viene puntato con un mirino, proprio come se fosse un bersaglio da colpire. Quindi si procede alla generazione di onde d’urto che provvederanno a frammentare il calcolo. Spesso, specialmente nei bambini piccoli (<6-7anni), è necessaria una sedazione lieve sia per alleviare il dolore, che comunque è di lieve entità, sia perché, al fine di una buona riuscita del trattamento, è indispensabile l’immobilità del paziente. I frammenti, derivanti dalla frantumazione del calcolo, verranno eliminati con le urine nei giorni successivi. A volte sono necessari più trattamenti a distanza di qualche tempo.
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Litotrissia ureterale endoscopica (URS):

è un intervento chirurgico endoscopico, che richiede un'anestesia, eseguito mediante uno strumento ottico denominato ureteroscopio. Lo strumento viene introdotto nell'uretra, da qui raggiunge la vescica e quindi viene inserito nell'uretere; l'Urologo può quindi esplorare visivamente l'uretere, identificare il calcolo, frantumarlo (con vari tipi di energia tra cui il laser) ed eventualmente asportarlo.

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Litotrissia percutanea renale (PNL):

è un intervento chirurgico endoscopico, che richiede un'anestesia generale, eseguito mediante uno strumento ottico denominatonefroscopio. Attraverso un piccolo foro nel fianco il nefroscopio penetra nella pelvi renale. Con questo strumento l'Urologo può vedere l'interno della pelvi renale, identificare il calcolo, frantumarlo ed asportarlo.

 

 

 



Dieta per la litiasi urinaria


Norme generali
1. Aumentare l’apporto idrico di acqua per mantenere copiosa la diuresi.
E' necessario bere spesso e abbondantemente (possibilmente anche durante le ore notturne ).
E' opportuno essere regolari nell'ora dei pasti, evitando gli eccessi dietetici e cibi eccessivamente
speziati.
2. Raggiungere e mantenere il peso ideale, cioè quel peso che permette di vivere meglio e più a lungo.
3. Ridurre l’apporto di sale (dieta iposodica) poiché sembra essere utile per diminuire la formazione dei calcoli.
4. Si raccomanda infine di fare attività fisica e di mantenere regolare la funzione intestinale.



ACQUE CONSIGLIATE PER LA LITIASI URINARIA

Da ultimi studi effettuati si è visto che non è molto importante il contenuto di calcio presente nell’acqua, ma la cosa fondamentale è bere in abbondanza

 

Dieta per la litiasi calcica-ossalica

Cibi permessi

  • CARNE fresca: vitello, pollo, tacchino, coniglio, cavallo, maiale meglio se arrosto o lessati. La carne va scelta nella parte magra e va scartata la pelle del pollame.
  • PESCE: di qualunque tipo , a volontà.

  • (merluzzo, sogliola, orata, seppia, cernia etc.)
  • UOVA: con moderazione (non più di 1-2 a settimana)
  • CEREALI E DERIVATI: pane di frumento, di segale, di granturco, integrale, grissini, fette biscottate, pasta, riso, fiocchi di avena, semolino.
  • LATTE E LATTICINI (con moderazione): latte magro (non più di 1 tazza al giorno), formaggi freschi (mozzarella, certosino, fiordilatte, brie, ricotta di mucca, camembert, provola affumicata, pastorella).
  • FRUTTA: fresca e ben matura, di qualsiasi tipo.
  • VERDURE: asparagi, carote, cavolfiore, cetriolo, cipolle, fagiolini, finocchi, lattuga, melanzane, peperoni, pomodori maturi, porri, radicchio, ravanelli, sedano, zucca, zucchine, patate (300 gr. al giorno). VERDURE (con moderazione): bieta, carciofi, indivia, cicoria da taglio, cardi, broccoli di rapa.
  • DOLCI: miele, marmellate, dolci senza crema, gelatine.
  • BEVANDE: thè leggero, caffè d'orzo, acqua oligominerale, Coca Cola.
  • Zucchero a volontà.

Cibi vietati

  • Carni e pesci conservati, carne di maiale, insaccati in genere, selvaggina, interiora (fegato, trippa, cervello...), brodo e sughi di carne.
  • Molluschi e crostacei.
  • Verdure: spinaci, acetosella, barbabietole rosse, prezzemolo, legumi di ogni genere (lenticchie, piselli, fagioli, ceci).

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  • Formaggi salati, fermentati e stagionati.
  • Frutta secca ed oleosa
  • (mandorle, noci, nocciole), rabarbaro.

  • Dolci: cacao e cioccolata.
  • Caffè, vini forti e liquori.

Dieta per litiasi uratica o cistinica
Cibi permessi

  • CARNE: rossa o bianca in piccole quantità (vitello, manzo, pollo, coniglio, agnello, tacchino, carne senza brodo).
  • CONDIMENTI: olio e burro crudi.
  • PESCE: fresco a volontà, cotto ai ferri, meglio non lessato (trota, nasello, spigola, sogliola, rombo palombo, cernia).
  • UOVA: crude o cotte

(1 o 2 a settimana).

  • CEREALI E DERIVATI: pane, grissini, fette biscottate, riso, pasta, semolino, fiocchi di avena.
  • LATTE E LATTICINI (con moderazione): latte scremato, formaggi freschi (mozzarella, crescenza, scamorza, fior di latte, fontina, Bel Paese, asiago, ricotta), burro, crema e gelati e yogurt.
  • VERDURE: patate, carote, zucchine, insalate, sedano, cicoria, coste, radicchio, cavoli, asparagi spinaci, melanzane, rape, barbabietole, pomodori freschi.
  • DOLCI: miele, marmellate, budini, creme, gelati e gelatine di frutta.
  • FRUTTA: fresca di ogni tipo; si raccomanda l'assunzione del succo di 2 limoni al giorno.
  • Sale con moderazione.

 

Cibi vietati

  • Carni e pesci conservati insaccati in genere, carne di maiale, selvaggina, interiora (fegato, trippa, cervello, rognone, cuore), brodo di carne, sughi di carne.
  • Molluschi e crostacei.
  • Verdure: funghi, carciofi sott’olio e legumi in genere.
  • Formaggi fermentati e stagionati e piccanti, panna.



  • Dolci: cacao e cioccolato.
  • Thè, caffè e alcool.

 

 

Dr. De Dominicis Mauro (contatti)
Urologo

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 31 Maggio 2012 08:03 )